
Introduzione alla recente Sentenza in materia di Truffa e Decreto 231 del 2001
È ancora possibile per un ente sottrarsi alla responsabilità amministrativa quando il reato presupposto è ormai prescritto? Cosa accade se il profitto del reato non è chiaramente individuabile? La recente sentenza Cass. pen., Sez. II, n. 12023 del 26 marzo 2025 affronta questi quesiti cruciali, offrendo chiarimenti significativi in materia di Decreto 231 Truffa.
Nel contesto di un rapporto contrattuale con la pubblica amministrazione, due soggetti sono stati accusati di aver orchestrato una complessa truffa ai danni del Comune di Taranto, con profili rilevanti anche per la responsabilità amministrativa della società coinvolta. La sentenza analizza il nesso tra le condotte fraudolente e l’interesse dell’ente, ribadendo principi fondamentali in tema di sanzioni e confisca.
La sentenza
La Corte di Cassazione Penale, Sez. II, con sentenza n. 12023/2025, ha dichiarato inammissibili i ricorsi proposti sia dagli imputati, sia dalla parte civile (Comune di Taranto), confermando le statuizioni già assunte dalla Corte d’appello di Lecce.
Gli imputati, A.A. e B.B., erano stati accusati di aver tratto in inganno il Comune stipulando un contratto per la costruzione di un canile su un terreno che non era di proprietà della società appaltatrice, ma degli stessi imputati. A seguito di esecuzioni forzate e passaggi societari opachi, il Comune si era trovato privato del bene che, contrattualmente, avrebbe dovuto ricevere alla scadenza della gestione decennale.
Mentre il reato di truffa risultava prescritto, la Corte ha confermato la responsabilità amministrativa della San Raphael Srl, già condannata in primo grado ai sensi dell’art. 24 del Decreto 231/01, respingendo l’appello della società come inammissibile.
Gli aspetti ex Decreto 231/01
Il cuore della vicenda giuridica risiede nell’applicabilità del Decreto 231 Truffa, con riferimento all’art. 24, che disciplina i reati contro la pubblica amministrazione, inclusa la truffa aggravata. La società San Raphael Srl, amministrata da uno degli imputati, aveva tratto vantaggio economico dall’operazione fraudolenta, configurando il nesso richiesto tra reato presupposto e interesse/beneficio per l’ente.
La Cassazione ha ribadito che la responsabilità dell’ente non si estingue con la prescrizione del reato penale a carico della persona fisica, in quanto il procedimento 231 ha natura autonoma (art. 8, D.Lgs. 231/01). Anche in presenza di cause estintive del reato, come la prescrizione, resta quindi doveroso valutare l’esistenza dell’illecito amministrativo.
Importante anche il riferimento alla giurisprudenza consolidata: non è rilevante che l’ente pubblico (in questo caso il Comune) avrebbe potuto accorgersi del raggiro con semplici verifiche, perché la truffa si perfeziona attraverso artifizi e raggiri che alterano la volontà negoziale.
Le sanzioni del Decreto 231
Le sanzioni previste dal Decreto 231/01 in caso di responsabilità amministrativa per truffa ai danni della pubblica amministrazione sono particolarmente gravi. Tra queste:
- Sanzione pecuniaria fino a 774.000 euro;
- Interdizione da contrattare con la pubblica amministrazione;
- Interdizione dall’esercizio dell’attività;
- Sospensione o revoca di autorizzazioni, licenze o concessioni;
- Confisca del profitto del reato (anche per equivalente).
Nel caso esaminato, la Corte ha tuttavia escluso che l’immobile (terreno + canile) costituisse profitto diretto del reato, revocando così la confisca. Ciò nonostante, la condanna per responsabilità amministrativa dell’ente è rimasta confermata.
La funzione esimente del Modello Organizzativo 231
Uno degli strumenti centrali previsti dal Decreto 231 per evitare la condanna è l’adozione di un Modello Organizzativo 231 efficace. In presenza di un modello idoneo, l’ente può dimostrare di aver adottato tutte le misure necessarie per prevenire il reato e, quindi, beneficiare dell’esimente prevista dall’art. 6.
Nel caso in esame, la società non risultava dotata di alcun Modello 231, né di un organismo di vigilanza, rendendo inevitabile la responsabilità. La Corte non ha rilevato alcuna misura preventiva atta a impedire la commissione del reato presupposto.
Questo aspetto conferma l’importanza per tutte le imprese, in particolare quelle che operano con la PA, di dotarsi tempestivamente di un Modello 231 aggiornato e operativo.
Il ruolo dell’Organismo di Vigilanza (OdV)
L’Organismo di Vigilanza (OdV) ha un ruolo chiave nel sistema 231: è l’organo deputato a sorvegliare il funzionamento e l’osservanza del Modello Organizzativo, nonché a proporne l’aggiornamento.
Nel contesto della Decreto 231 Truffa, la presenza di un OdV avrebbe potuto:
- Rilevare preventivamente condotte anomale;
- Verificare la correttezza del contratto con il Comune;
- Segnalare conflitti di interesse o situazioni patrimoniali opache;
- Intervenire con audit o ispezioni interne.
La sua assenza, o la sua inefficacia, è spesso sintomo di una governance inadeguata e rappresenta un elemento negativo nella valutazione di responsabilità dell’ente.
Il supporto dello Studio Soardi e il ruolo dell’Avvocato Penalista Stefano Soardi
Lo Studio Soardi, con sede a Bergamo, offre un supporto concreto e competente a società di ogni settore nell’ambito dell’adeguamento al Decreto 231/01. L’Avvocato Penalista Stefano Soardi, forte di una consolidata esperienza nel diritto penale d’impresa, affianca le aziende nella:
- Redazione e aggiornamento dei Modelli 231;
- Valutazione dei rischi e mappatura dei reati;
- Costituzione dell’Organismo di Vigilanza;
- Attività di formazione interna e supporto giuridico-operativo.
Lo Studio ricopre attualmente numerosi incarichi come OdV per realtà produttive, tecnologiche e di servizi su tutto il territorio nazionale, contribuendo a garantire trasparenza, legalità e tutela preventiva dai rischi sanzionatori.
Il supporto dello Studio Soardi Lo Studio Soardi di Bergamo da anni assiste società su tutto il territorio nazionale per la realizzazione e aggiornamento di modelli organizzativi ex D.Lgs. 231/01. Inoltre, l’avvocato Stefano Soardi ricopre numerosi incarichi come Organismo di Vigilanza (OdV) per aziende, offrendo competenza e supporto alle imprese per garantire una piena conformità normativa.
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