
La Sentenza della Cassazione n. 8369/2025 sulla Citazione Diretta a Giudizio dell’Ente nel Processo ex Decreto 231/01
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8369 del 2025, ha risolto una questione molto dibattuta in materia di responsabilità amministrativa degli enti. La Suprema Corte ha stabilito che, nei casi previsti, la Citazione Diretta ex Decreto 231/01 rappresenta uno strumento pienamente legittimo anche nei confronti degli enti collettivi.
Nel dettaglio, la Procura di Rimini aveva avviato un procedimento penale nei confronti della società M.N.R.S. Srl, imputata per illecito amministrativo ambientale ex art. 25-undecies Decreto 231. Invece di richiedere il rinvio a giudizio, la Procura aveva scelto la strada della citazione diretta. Il Tribunale aveva però annullato il decreto, sostenendo che nei confronti degli enti tale modalità non fosse prevista.
Il Principio di Diritto Chiarito dalla Suprema Corte sulla Citazione Diretta a Giudizio dell’Ente nel Processo ex Decreto 231/01
A questo punto, la Cassazione è intervenuta con decisione. Ha sottolineato che la Citazione Diretta ai sensi del Decreto 231/01 è legittima quando il reato presupposto consente questa modalità. Inoltre, la Corte ha evidenziato che l’articolo 59 del Decreto 231 non esclude la possibilità di utilizzare l’articolo 550 e seguenti del codice di procedura penale.
Pertanto, anziché imporre un’interpretazione restrittiva, la Corte ha adottato una visione sistematica. Ha richiamato anche la Relazione al Decreto 231 per confermare che il legislatore intendeva favorire una gestione unitaria del processo tra persona fisica e ente.
La Citazione Diretta dell’Ente nei Procedimenti ai sensi del Decreto 231/01
In sostanza, quando il reato presupposto lo prevede, la Citazione Diretta ex Decreto 231 può essere utilizzata anche per l’ente. Questa interpretazione evita duplicazioni procedurali e garantisce maggiore coerenza. Infatti, l’art. 38 del Decreto 231 impone il simultaneus processus, cioè la trattazione congiunta del procedimento penale e di quello amministrativo.
Separare i procedimenti avrebbe comportato ritardi, incertezze e rischi di contrasti tra giudicati. La Cassazione ha voluto ribadire che l’efficienza e l’equilibrio processuale devono prevalere su formalismi inutili.
I Reati Ambientali nel Decreto 231/01
Il Decreto 231 comprende diversi reati ambientali rilevanti per la responsabilità dell’ente. Ad esempio:
- Inquinamento ambientale (art. 452-bis c.p.);
- Disastro ambientale (art. 452-quater c.p.);
- Traffico illecito di rifiuti;
- Gestione abusiva di discariche;
- Reati contro animali e piante protette.
In tutti questi casi, se il fatto è commesso da un soggetto legato all’ente e nell’interesse o vantaggio di quest’ultimo, scatta la Responsabilità 231. Di conseguenza, la Citazione Diretta Decreto 231 rappresenta un’opzione processuale anche per questi reati.
La Responsabilità Amministrativa degli Enti: Fondamenti e Applicazione
Il Decreto Legislativo 231 del 2001 ha introdotto una forma autonoma di responsabilità per enti collettivi. Questo tipo di responsabilità si applica solo se:
- Un soggetto apicale o subordinato ha commesso un reato presupposto;
- Il reato ha generato un vantaggio o è stato compiuto nell’interesse dell’ente.
Tuttavia, non basta una generica appartenenza del soggetto all’ente. Serve una connessione diretta con l’interesse aziendale. Inoltre, il vantaggio può essere economico o organizzativo. In ogni caso, la Citazione Diretta di cui al Decreto 231 si attiva nel rispetto di queste condizioni.
Interesse o Vantaggio: Criteri Distintivi e Interpretativi
Nel contesto del Decreto 231/01, l’interesse e il vantaggio sono alternativi. L’interesse esiste quando il soggetto agisce mirando a un beneficio per l’ente, anche se non lo ottiene. Il vantaggio si verifica quando l’ente ottiene un risultato positivo, anche se non era l’obiettivo diretto.
Questa doppia alternativa amplia le possibilità di applicazione della normativa. Di conseguenza, la Citazione Diretta del Decreto 231 può essere esercitata anche in presenza di un solo elemento tra i due.
Le Sanzioni Previste dal Decreto 231
Il sistema sanzionatorio del Decreto 231 è articolato e severo. Comprende:
- Sanzioni pecuniarie molto elevate;
- Sanzioni interdittive, come la sospensione delle attività o l’esclusione da appalti pubblici;
- Confisca dei beni o dei profitti illeciti;
- Pubblicazione della sentenza di condanna.
Oltre alla pena pecuniaria, le sanzioni interdittive possono avere un impatto devastante sull’attività imprenditoriale. Per questo motivo, adottare un Modello Organizzativo efficace diventa essenziale.
La Funzione Esimente del Modello Organizzativo 231 anche per prevenire la Citazione Diretta a Giudizio dell’Ente nel Processo ex Decreto 231/01
Il Modello Organizzativo 231 non rappresenta solo una best practice, ma può costituire un vero e proprio scudo difensivo. Se il modello risulta idoneo, aggiornato e ben attuato, l’ente può andare esente da responsabilità. In particolare, l’ente deve dimostrare che:
- Ha adottato il modello prima della commissione del reato;
- Ha nominato un OdV indipendente;
- Ha formato adeguatamente i dipendenti;
- Il modello è stato eluso fraudolentemente.
Pertanto, l’adozione di un Modello Organizzativo ben strutturato rappresenta una difesa concreta contro le accuse, anche nei casi di Citazione Diretta del Decreto 231.
Vantaggi Strategici del Modello Organizzativo 231
Oltre a rappresentare un’esimente, il Modello Organizzativo porta con sé una lunga serie di benefici. Innanzitutto, migliora l’efficienza interna. Inoltre, offre una maggiore tutela agli amministratori. Infine, rafforza la reputazione aziendale.
Un’impresa che dimostra attenzione alla compliance e alla prevenzione dei reati appare più affidabile agli occhi di partner, banche e pubblica amministrazione. In tal modo, anche nei casi di Citazione Diretta ex Decreto Legislativo 231, l’ente può dimostrare di aver fatto tutto il possibile per prevenire illeciti.
Il Ruolo Strategico dell’Organismo di Vigilanza (OdV)
L’Organismo Di Vigilanza (o ODV) svolge un compito cruciale nel sistema 231. Deve vigilare sull’attuazione del Modello Organizzativo, effettuare controlli, raccogliere segnalazioni e proporre aggiornamenti. Inoltre, deve essere autonomo, competente e dotato di poteri effettivi.
Un Organismo Di Vigilanza inattivo o inefficace può compromettere l’intero impianto difensivo. Per questo motivo, la sua presenza assume particolare rilievo nei procedimenti in cui si attiva la Citazione Diretta di cui al Decreto 231/01.
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