
Le Sanzioni Interdittive rappresentano uno degli strumenti più incisivi previsti dal Decreto Legislativo 231 del 2001 per colpire gli enti responsabili di illeciti amministrativi dipendenti da reato. Infatti, l’Art. 14 del Decreto 231 disciplina i criteri per l’individuazione della tipologia e della durata di tali sanzioni, garantendo che siano adeguate alla natura e alla gravità dell’illecito commesso. Pertanto, risulta fondamentale comprendere come vengono applicate e in quali circostanze possono essere modulate.
Quali Sono i Criteri di Scelta delle Sanzioni Interdittive stabiliti dal Decreto 231 del 2001?
Le Sanzioni Interdittive devono essere strettamente connesse all’attività alla quale si riferisce l’illecito commesso dall’ente. Di conseguenza, il giudice, nella loro applicazione, segue i criteri generali di determinazione della sanzione previsti dall’Art. 11 del decreto, valutando diversi aspetti fondamentali, tra cui:
- La gravità del reato;
- Il grado di responsabilità dell’ente;
- L’idoneità delle sanzioni a prevenire ulteriori illeciti dello stesso tipo.
In questo modo, l’obiettivo principale delle Sanzioni Interdittive è prevenire la reiterazione dell’illecito, colpendo direttamente l’attività che ha favorito o agevolato la commissione del reato.
Tipologie di Sanzioni Interdittive del Decreto 231
Tra le principali Sanzioni Interdittive previste dal Decreto 231 del 2001, l’Art. 14 prevede:
- Divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione: Questa misura può essere generale o limitata a determinati tipi di contratti o specifiche amministrazioni.
- Interdizione dall’esercizio dell’attività: Tale provvedimento comporta la sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni necessarie per svolgere l’attività dell’ente.
- Chiusura temporanea di stabilimenti o sedi: Se illeciti gravi sono stati commessi nell’ambito di determinate strutture, la chiusura può essere imposta per impedire che l’attività venga ripresa.
- Esclusione da agevolazioni, finanziamenti e contributi pubblici: L’ente può essere privato della possibilità di accedere a sovvenzioni statali, con un impatto significativo sulla sua operatività.
- Divieto di pubblicizzare beni o servizi: Quando la pubblicità ha avuto un ruolo rilevante nell’illecito, questa sanzione può impedire di promuovere ulteriormente l’attività.
Cumulo delle Sanzioni Interdittive del Decreto 231
L’Art. 14, comma 3, prevede la possibilità di applicare più sanzioni interdittive contemporaneamente. Ciò significa che, qualora la gravità del fatto lo renda necessario, l’ente potrebbe essere soggetto a più misure restrittive. Questo meccanismo consente di adattare la risposta sanzionatoria al caso concreto, rendendo più efficace la prevenzione di ulteriori reati.
Interdizione dall’Esercizio dell’Attività: Quando si Applica?
L’Art. 14, comma 4, del Decreto 231 stabilisce che la chiusura o sospensione dell’attività può essere disposta solo nei casi in cui le altre Sanzioni Interdittive non risultino sufficienti a prevenire la reiterazione dell’illecito. In altre parole, questa misura rappresenta una soluzione estrema, adottata esclusivamente quando gli altri strumenti sanzionatori non risultano adeguati.
Il Supporto dello Studio Soardi
Lo Studio Soardi di Bergamo da anni assiste società su tutto il territorio nazionale per la realizzazione e aggiornamento di modelli organizzativi ex D.Lgs. 231/01. Inoltre, l’Avvocato Penalista Stefano Soardi ricopre numerosi incarichi come Organismo di Vigilanza (OdV) per aziende, offrendo la propria competenza alle imprese per garantire una piena conformità normativa.
Contattaci per una Consulenza
Se la tua azienda desidera adottare un Modello Organizzativo 231 per beneficiare della protezione prevista dalla normativa e garantire una gestione responsabile, contattaci oggi stesso. Lo Studio Soardi è a disposizione per aiutarti a creare un sistema di conformità efficace e sicuro.